Il bonus verde 2018

Siamo a quasi metà del mese di Novembre di questo 2018, che quindi sta per finire. Ma per quanto riguarda il settore edilizio e i compratori di case è stato un anno molto interessante, perché i cittadini in cerca di nuove abitazioni hanno potuto godere del Bonus Verde, un’agevolazione per incentivare l’acquisto di case sostenibili. Vediamo cos’è, nella speranza che lo rinnovino per il 2019.

Far respirare portafogli e ambiente

A parte i “furbi” che non le pagano e che spesso restano impuniti, noi tutti cittadino ogni anno dobbiamo farci i conti in tasca e pagare le tasse. Lasciando perdere se siano troppe o meno, se siano giustificate o no, ogni anno i metodi di pagamento cambiano e se non restiamo aggiornati rischiamo di non saper gestire bene quanto dobbiamo a mamma Italia. Alcune potete considerarle negative, a ragione o torto in base alla vostra percezione, ma c’è da dire che la Legge di Bilancio di questo 2018 ormai al tramonto è stata particolarmente intelligente, perché ha varato dei bonus e delle detrazioni fiscali per alleggerire le tasse dei cittadini.

Erano presenti per esempio delle detrazioni per coloro che hanno sostituito gli infissi di casa, e dei rimborsi per chi ha finanziato interventi volti alla rimozione di sostanze tossiche di vecchi edifici, come amianto e eternit. Ed è poi stato approvato il Bonus Verde, che dal 1 Gennaio 2018 è entrato in vigore per abbattere l’inquinamento, o perlomeno, per tentare di farlo. Questo bonus spetta infatti a tutte quelle persone che hanno presentato ed eventualmente iniziato opere di riqualificazione di lotti privati. È quindi un premio che possono richiedere condomini e cittadini di aree comuni, compresi coloro che non sono proprietari ma hanno case in affitto o anche in usufrutto gratuito certificante il possesso. Insomma tutti i tipi di legittimità abitativa di un edificio.

Entrando più nel particolare vengono premiati da questo bonus il recupero di giardini di interesse storico, riassestamento di prati abbandonati, aumento e sistemazione delle piante su terrazzi, giardini e balconi (comprese le piante in vaso, le quali però devono fare parte di un progetto un po’ più grande volto al rinnovamento o alla creazione da zero di un’area). Questi incentivi, poi, non sono stati calcolati sul singolo, ma sull’intera abitazione. Quindi coloro che hanno due abitazioni e che sono intervenuti su entrambe le proprietà, possono richiedere la somma di due bonus. Niente male!

Quali e quanto

Ma quali sono gli interventi per cui si è potuto richiedere il bonus? Bisogna partire dal presupposto che devono essere immobili privati e aree di interesse storico, quindi giardini e balconi condominiali con interventi volti a riportare dei polmoni verdi nelle metropoli e città italiane soffocate dall’inquinamento. Lavori che possono sfruttare il bonus sono anche la semplice potatura delle siepi, se inserita in un contesto di valorizzazione culturale di una determinata area urbana; o il piantare nuovi alberi, installare o rifare gli impianti di irrigazione, far crescere nuovi prati.

Chi ha deciso di operare uno di questi interventi ha potuto avere diritto ad una detrazione pari al 36% della spesa, che non doveva superare i 5.000 euro (compresi i costi di mantenimento). Come al solito, comunque, coloro che hanno eseguito questi interventi non recupereranno quanto speso quest’anno, ma il rimborso avverrà in 10 quote annuali, con quindi la stessa logica di altre detrazioni fiscali come quella sulle ristrutturazioni o sul risparmio energetico (vedi l’installazione di impianti solari e/o fotovoltaici.

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