Idee

Il ruolo del rappresentante fiscale

Quando un’azienda intende sbarcare in un mercato estero e non risiede dunque nello stesso paese dove intende operare, ha necessità di mettersi in regola con la legge, in particolare per assolvere a tutti gli obblighi fiscali che derivano dal fatto di produrre ricchezza in un luogo diverso dalla sua sede principale. In questi casi, può aiutare una società di consulenza fiscale internazionale.

Per poter essere operativo a livello giuridico, il rappresentante fiscale è un soggetto dotato di partita iva, che in pratica lo autorizza a compiere negozi giuridici e commerciali in piena legittimità. L’apertura di una rappresentanza fiscale tramite la nomina del rappresentante è propedeutica al fatto che l’azienda intende operare con soggetti attivi IVA. Si tratta di una scorciatoia che di fatto evita all’azienda estera di dover aprire una società per operare nel territorio straniero. Se così fosse, l’azienda sarebbe l’unica responsabile dal punto di vista fiscale (come ad esempio i versamenti IVA). Invece con la nomina del rappresentate fiscale, oltre a regolarizzare la sua posizione, condivide la responsabilità per la puntualità dei versamenti IVA.

La figura del rappresentante fiscale è rilevante ai fini del versamento dell’IVA. Non è difficile da capire il perché dal momento che l’evasione sull’IVA è quella più consistente, soprattutto per quanto riguarda gli scambi intracomunitari.

La specificità del rappresentante fiscale è dunque che si sostituisce all’azienda propriamente detta per tutto ciò che concerne la contabilità: in particolare la contabilizzazione delle fatture di acquisto e di ricavo, la liquidazione dell’IVA, adempiendo alle comunicazioni previste dalla legge.

Quando però emette fattura oppure la riceve, dovrà essere indicata oltre alla sua partita IVA anche quella dell’azienda che rappresenta.

Nominare un rappresentante fiscale comunque non è un obbligo in quanto l’azienda può sempre decidere di aprire una sede estera, pienamente legittimata a compiere operazioni IVA.

Quando si nomina un rappresentante fiscale l’identificazione dell’azienda che rappresenta rimane intatta: essa conserva lo status di soggetto che ha domiciliazione in un paese straniero. Se l’azienda estera ha una stabile organizzazione per regolarizzare la posizione IVA, può comunque procedere alla nomina di un rappresentante fiscale.

Come si nomina il rappresentate fiscale

L’art. 17 co. 3, DPR 633/72 stabilisce che la nomina del rappresentate debba risultare da un atto pubblico, come quello notarile, da una scrittura privata autenticata, dalla lettera annotata nel registro apposito presso l’Ufficio IVA competente rispetto al domicilio fiscale del rappresentante. Va comunicata prima di tutte le operazioni IVA ai contraenti interessati.

Il rappresentante fiscale può essere una persona fisica o una persona giuridica residente nel territorio nazionale e può rappresentare più soggetti esteri, avendo più partite IVA ciascuno riferita a un rappresentato. Al contrario, il soggetto estero può nominare solo un rappresentante fiscale.

Quando il soggetto ha nominato il rappresentante fiscale devo esibire la dichiarazione di inizio attività presso l’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate e richiedere l’attribuzione della partita IVA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *